Carissimi studentesse e studenti, alunne e alunni, famiglie, docenti, personale tutto della scuola,

è questo un tempo di vita sospesa, di sconvolgimento delle più semplici abitudini quotidiane che ci impone di rimanere a casa, di congelare le emozioni, le forme più naturali per manifestare affetto e stima, come un abbraccio nel ritrovarci o una stretta di mano nel salutarci.

E’ un tempo che potrebbe dare spazio alle nostre umane paure, alla noia del tempo dilatato, privato del contatto diretto tra le persone.

Ma l’uomo non è fatto per avere paura: il continuo progresso sociale e culturale, il superamento di tutte le sfide poste dal mondo, dai tempi della caverna ai giorni nostri, ne sono prova.

Perciò, facendo appello alla nostra grande unica umanità che è capace di trarre dalle avversità l’occasione per ridisegnarsi, stiamo sperimentando nuovi modi per sentirci vicini, per continuare a camminare insieme, nello spazio di un’aula o in quello virtuale di una piattaforma a distanza.

Non è certamente facile, ma ognuno di noi sta facendo la sua parte: è questa una forma di riscossa che chiamiamo speranza a cui legarsi per inventare nuovi percorsi nei quali incontrare lo sguardo di chi ci sta di fronte.

E se adesso ci salutiamo con la punta dei gomiti o con il contatto dei piedi per non perdere il piacere di “salutarci”, augurandoci, oggi più che mai, “salute” e salvezza da ogni male, il mio desiderio che ritengo quello di tutti è quello di rivederci prestissimo nella scuola che ci appartiene, oggi vuota del frastuono quotidiano, per unirci in un unico fortissimo abbraccio.

“Andrà tutto bene”

La dirigente scolastica

Sabrina Amato