Ultima modifica: 5 Ottobre 2015

Obiettivi generali

Con il Decreto legislativo del 19 febbraio 2004, n. 59, si è dato avvio alla nuova scuola primaria. Essa, inserita nel primo ciclo di istruzione con la scuola secondaria di primo grado, si configura come un segmento unitario con le articolazioni interne del primo anno, del primo biennio (classi seconda e terza), del secondo biennio (classi quarta e quinta). E’ in continuità con la scuola dell’infanzia. La scuola primaria è la prima scuola obbligatoria e si propone di:

  • promuovere nei fanciulli l’acquisizione dei vari tipi di linguaggio e la padronanza, a livello elementare, di conoscenze e abilità a essi relative;
  • aiutare il passaggio dal “sapere comune” al “sapere scientifico”;
  • radicare le conoscenze (sapere) sull’esperienza (fare e agire) e integrare con sistematicità le due dimensioni;
  • favorire l’integrazione sociale;
  • promuovere l’acquisizione di valori quali il reciproco rispetto, la partecipazione, la collaborazione, l’impegno competente e responsabile, la cooperazione e la solidarietà;
  • porre le basi affinché i fanciulli costruiscano una positiva immagine di sè.

La scuola primaria è dunque l’ambiente educativo nel quale si creano le condizioni affinché ogni fanciullo possa maturare le proprie capacità di autonomia, relazione, progettazione e verifica, esplorazione, riflessione logico-critica, studio individuale.

Obiettivi generali del processo formativo

Il processo educativo si propone obiettivi generali che fanno riferimento all’individuo come persona, nella sua globalità, e si riferiscono a una pluralità di esperienze e situazioni:

  • valorizzare l’esperienza del fanciullo con il considerare, apprezzare, esplorare le conoscenze “ingenue” che ogni bambino possiede e utilizza nella sua lettura del mondo;
  • esplicitare le idee e i valori presenti nell’esperienza di cui ogni bambino è portatore;
  • favorire il passaggio dal mondo delle categorie empiriche al mondo delle categorie formali, dal mondo interpretato e agito alla luce della sola esperienza al mondo ordinato e spiegato anche alla luce di categorie critiche, semantiche e sintattiche;
  • promuovere un continuo confronto interpersonale, al fine di adottare “buone pratiche” in tutte le dimensioni della vita umana, personale e comunitaria;
  • far conoscere e affrontare le diverse forme di disagio e diversità, favorire l’operare con sensibilità, rispetto, creatività e partecipazione allo scopo di valorizzare sempre l’altro come risorsa;
  • praticare l’impegno personale e la solidarietà sociale offrendo agli alunni la possibilità di sperimentarne in prima persona l’importanza, secondo le “buone pratiche” richieste dalla convivenza civile

La progettazione del percorso didattico parte dall’esame degli obiettvi specifici d’apprendimento e della situazione iniziale degli alunni. Gli obiettivi specifici d’apprendimento individuano quelle conoscenze e abilità che le attività educative e didattiche trasformano in competenze personali degli alunni. Essi sono declinati: per discipline:

  • Religione Cattolica
  • Italiano
  • Inglese
  • Storia
  • Geografia
  • Matematica e Scienze
  • Tecnologia
  • Musica
  • Arte e immagine
  • Attività motorie e sportive

per educazioni:

  • educazione alla cittadinanza
  • educazione stradale
  • educazione ambientale
  • educazione alla salute
  • educazione alimentare
  • educazione all’affettività

Un apprendimento su misura

Gli obiettivi formativi sono traguardi importanti e significativi per la crescita intellettuale e morale della persona. Servono a indicare il punto di partenza e di arrivo, per ogni fanciullo e per la famiglia, condizione e risultato di ulteriori maturazioni. L’impianto di progettazione procede dalla combinazione di due percorsi:

  • il primo è quello che si ispira al Profilo e agli Obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni per formulare obiettivi formativi, fino a costruire la Progettazione di classe;
  • il secondo è quello che a partire dall’esperienza degli alunni si individuano gli obiettivi formativi da raggiungere per perseguire le indicazioni del Profilo.

L’insieme di uno o più obiettivi formativi, delle attività, dei metodi, delle soluzioni organizzative e delle modalità di verifica necessarie per trasformarli in competenze dei fanciulli, va a costituire le Unità di Apprendimento, individuali o di gruppo.

La personalizzazione dei percorsi formativi

Alunni con situazione di handicap

Per gli alunni con situazioni di handicap l’azione della scuola prende avvio dalle valutazioni sanitarie in ordine alle potenzialità di sviluppo nei vari aspetti: cognitivo, affettivo-relazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, di autonomia personale e sociale. Con il “Piano educativo individualizzato” il consiglio di classe programma gli interventi finalizzati alla realizzazione del diritto all’integrazione, in collaborazione con gli operatori sanitari e con il coinvolgimento dei genitori. Alla classe in cui è inserito l’alunno portatore di handicap è assegnato l’insegnante di sostegno, con il numero di ore proporzionato alla gravità dell’handicap e alla disponibilità di risorse.

Alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)

La possibilità di recuperare una disabilità dipende in buona parte dalla precocità di identificazione del problema nonché dalla capacità di costruzione di un intervento efficace. Nei primi due anni della scuola primaria sono effettuati screening nell’area linguistica e nell’area matematica. L’intervento precoce rende possibile, per una buona percentuale di bambini a rischio di disturbo, il recupero di adeguate abilità di letto-scrittura e di calcolo; per gli altri si suggerisce ai genitori il percorso di accertamento presso il servizio di neuropsichiatria infantile. La scuola assicura le misure compensative e dispensative richieste nonché forme di verifica e di valutazione adeguate.

Il documento di valutazione

Con riferimento al D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122, il nostro Istituto ha predisposto un modello con le seguenti caratteristiche: frontespizio (prima facciata): con i dati anagrafici e l’attestazione finale di ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo dell’istruzione; rilevazione del comportamento e degli apprendimenti (seconda facciata, parte superiore): esprime – il giudizio sul comportamento inteso come “rispetto delle persone, delle norme, delle cose proprie e altrui” utilizzando le voci:

  • dieci comportamento esemplare
  • nove comportamento corretto
  • otto comportamento abbastanza corretto
  • sette comportamento non sempre corretto
  • sei comportamento poco corretto

– il giudizio analitico per ogni disciplina utilizzando i descrittori:

  • dieci completo e approfondito raggiungimento degli obiettivi
  • nove pieno raggiungimento degli obiettivi
  • otto adeguato raggiungimento degli obiettivi
  • sette complessivo raggiungimento degli obiettivi
  • sei raggiungimento degli obiettivi essenziali
  • cinque/quattro parziale raggiungimento degli obiettivi.
  • tre/due/uno mancato raggiungimento degli obiettivi

Nei riquadri relativi alle singole materie l’insegnante può inserire eventuali note esplicative. La valutazione dell’apprendimento della Religione Cattolica viene redatta su una scheda a parte. valutazione del livello globale di maturazione (seconda facciata, parte inferiore): riporta il profilo dinamico quadrimestrale e conclusivo ed evidenzia i progressi ottenuti rispetto al livello di partenza, gli interessi manifestati e le attitudini promosse, l’impegno scolastico mostrato, il livello di maturazione raggiunto. L’originale del documento di valutazione, a fine anno, viene consegnato alla famiglia.

La comunicazione alle famiglie, il libretto scolastico

Il libretto scolastico è stato istituito per dare alle famiglie un’informazione costante sui risultati scolastici dei propri figli. In esso sono riportate le misurazioni in decimi delle verifiche o delle interrogazioni avvenute in classe nonché le eventuali note disciplinari. Esso è tenuto dall’alunno e lasciato alla famiglia al termine dell’anno. In caso di discordanza fra “libretto” e registri scolastici, fanno fede questi ultimi.

La valutazione

La valutazione ha un rapporto stretto con la programmazione e accompagna in maniera costante il processo educativo e di apprendimento. All’inizio dell’anno scolastico le insegnanti accertano i livelli di partenza dell’alunno. In seguito, durante le attività di classe, raccolgono e documentano con osservazioni sistematiche gli elementi di valutazione che risultano dai comportamenti, dai progressi e dalle difficoltà dei bambini. Il documento di valutazione riporta a fine quadrimestre sia la valutazione conclusiva delle prove di verifica intermedie e oggettive, riferite agli obiettivi della programmazione, sia, con il giudizio globale, considerazioni sul livello di maturazione raggiunto. Per gli alunni che presentano difficoltà, le insegnanti progettano una diversa strutturazione delle sequenze di apprendimento, al fine di permettere loro di recuperare determinati passaggi. Nel caso in cui anche questi interventi non siano risolutivi, sono riformulati, classe per classe, obiettivi didattici minimi il cui raggiungimento è necessario per il passaggio alla classe successiva. Le prove di verifica vengono misurate dalle insegnanti in relazione agli obiettivi specifici della programmazione. L’approssimazione al raggiungimento di tali obiettivi viene quantificato anche in valori numerici, secondo la seguente scala di corrispondenza misurazione/valutazione:

  • dieci completo e approfondito raggiungimento degli obiettivi
  • nove pieno raggiungimento degli obiettivi
  • otto adeguato raggiungimento degli obiettivi
  • sette complessivo raggiungimento degli obiettivi
  • sei raggiungimento degli obiettivi essenziali
  • cinque/quattro parziale raggiungimento degli obiettivi.
  • tre/due/uno mancato raggiungimento degli obiettivi

La valutazione e il disagio scolastico

E’ importante, nel contesto del P.O.F. e dei princìpi di responsabilità e trasparenza che lo informano, l’esplicitazione delle strategie di intervento per la soluzione dei problemi legati al disagio scolastico. Di esse si fa carico la scuola nel suo insieme; l’organo chiamato ad agire nel concreto è il Consiglio di classe con le seguenti modalità di intervento:

  • analisi delle cause;
  • coinvolgimento della famiglia nell’analisi delle cause per concordare atteggiamenti educativi comuni;
  • programmazione e attuazione dell’intervento di recupero (attivazione di motivazioni all’impegno; individuazione dello stile cognitivo proprio dell’alunno; proposta di obiettivi minimi; attività di recupero e/o di integrazione scolastica);
  • eventuale coinvolgimento del servizio psicologico dell’Istituto , dei servizi sociali e/o sanitari o di altre istituzioni, qualora l’intervento richiesto preveda competenze non scolastiche;
  • verifica dell’efficacia dell’intervento adottato; comunicazione costante con la famiglia; verifica collegiale mensile nel Consiglio di classe.

La valutazione di fine anno

Il collegio dei docenti individua i criteri per la valutazione ai fini dell’ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo:

  • raggiungimento di risultati positivi, anche in relazione ai livelli di partenza, in rapporto agli obiettivi educativi e disciplinari;
  • atteggiamento soggettivo di impegno e responsabilità;
  • risposta positiva alle opportunità programmate dalla scuola.

Nella scuola secondaria di primo grado la valutazione finale tiene conto di parametri specifici, oltre a quelli generali sopra indicati. 1. Preliminarmente si verifica l’effettiva frequenza scolastica, accertando che lezioni siano state frequentate per almeno tre quarti dell’orario annuale (assenze non superiori a 50 giorni): il consiglio può derogare nel caso in cui le assenze, giustificate da gravi motivi di salute e di durata di poco superiore al limite di legge, non abbiano impedito il sostanziale raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici previsti. 2. Il voto riferito al comportamento deve essere non inferiore a sei decimi. 3. I voti delle singole materie devono essere non inferiori a sei decimi. Nel caso in cui il consiglio di classe deliberi l’ammissione pur in presenza di carenze didattiche, inserisce una specifica nota nel documento di valutazione, così da segnalare alla famiglia la necessità di un lavoro di recupero durante le vacanze estive. I docenti indicano, materia per materia, il lavoro da effettuare per il recupero nonché i tempi e le modalità di verifica, a settembre, del lavoro compiuto. La non ammissione, che si configura nella scuola obbligatoria come ultima possibilità di recupero, maturazione, orientamento, si basa sulla consapevolezza che l’alunno possa e debba raggiungere gli obiettivi della propria formazione, anche se in tempi più lunghi. La motivazione di questa scelta viene espressa nel giudizio riportato sul documento di valutazione.

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo dell’istruzione

Alla conclusione della scuola secondaria di primo grado, l’Esame di Stato ha il carattere di verifica e di certificazione del raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici. L’ammissione all’esame è espressa tramite il voto del “giudizio di idoneità”, assegnato dal Consiglio di classe in sede di scrutinio finale. L’esame consiste nelle quattro prove scritte di italiano, matematica, inglese e seconda lingua (tedesco o spagnolo); in più viene effettuata la “prova nazionale”, consistente in un test di italiano e in uno di matematica. Segue l’esame orale, consistente in un colloquio su tutte le discipline dell’ultimo anno di scuola. Il voto finale dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo è espresso in decimi ed è costituito dalla media dei voti in decimi ottenuti nelle singole prove e nel giudizio di idoneità: si ha arrotondamento all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5. Conseguono il diploma i candidati che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi Ai candidati che conseguono il punteggio di dieci decimi può essere data la “lode” dalla commissione esaminatrice, con decisione assunta all’unanimità.

Il consiglio orientativo

Dal 1966 il giudizio finale sugli esami di licenza media viene integrato da un “consiglio orientativo”: la Commissione d’esame lo esprime “motivandolo con un parere non vincolante sulle loro (dei candidati) capacità e attitudini”. Nel mese di dicembre viene consegnata agli alunni di terza una scheda, compilata dal Consiglio di classe, in cui viene dato il consiglio, verificato al termine del lavoro di orientamento scolastico e professionale. A giugno, a conclusione degli esami, viene consegnato l’Attestato di licenza media che riporta il consiglio orientativo così come previsto dal DPR n. 362/66: il consiglio dato a dicembre viene verificato ed eventualmente (con adeguata motivazione) modificato, a seconda dell’andamento dello studente nella seconda parte dell’anno scolastico. Gli elementi presi in considerazione per la formulazione del Consiglio orientativo sono, nell’ordine:

  • il livello delle competenze didattiche, in particolare quelle propedeutiche all’indirizzo di studi prescelto;
  • il livello di raggiungimento degli obiettivi educativi;
  • gli interessi e le aspirazioni dell’alunno, nonché le aspettative della famiglia.

Il consiglio, pur essendo frutto di una conoscenza approfondita e documentata dell’alunno, non è vincolante: infatti la scelta della prosecuzione del processo formativo nel sistema dell’istruzione o in quello dell’istruzione e formazione professionale rientra nella responsabilità della famiglia.




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